|
|
|
<
> |
documento 1 |
inserito il 03/06/04 |
Salviamo 150 milioni di animali 
a cura del gruppo Animalista Giangio
Ogni anno nel nostro Paese i cacciatori uccidono oltre 150 milioni di animali: caprioli, volpi, lepri, cervi, allodole, conigli, anatre, fagiani, cinghiali.
Gli animali più “fortunati” muoiono subito, mentre altri rimangono feriti ed agonizzano per ore, nascosti, tra atroci sofferenze, per morire lentamente.
I cacciatori, oltretutto, sparano ed uccidono animali stremati, sopravvissuti alla siccità, agli incendi, al gelo e alla neve, alla cementificazione e ai pesticidi.
La caccia in Italia è attualmente regolamentata dalla legge quadro 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e dalle relative leggi che le regioni emanano annualmente (vedi legislazione).
La caccia provoca anche la morte ed il ferimento di decine di persone.
Secondo i dati forniti dall’Eurispes, nella stagione di caccia 2001/2002 quarantasette persone sono morte a seguito dell’attività venatoria: cacciatori stessi ma anche turisti, escursionisti, raccoglitori di funghi, amanti della montagna o bambini scambiati per fagiani o cinghiali. Una media di quasi dieci al mese, calcolando il periodo di caccia settembre-gennaio. Ai morti vanno anche aggiunti una cinquantina di feriti ed un invalido permanente.
La caccia non è uno sport, che presuppone una competizione tra partecipanti aventi uguali capacità e possibilità: il cacciatore al contrario uccide esseri inermi ed indifesi.
I cacciatori erano 1.700.000 nel 1980: oggi sono meno di 800.000.
L’87% degli italiani è contrario alla caccia. Il sostegno del Parlamento e delle amministrazioni locali all’attività venatoria si spiega dunque solo con il potere della lobby delle armi, che fattura centinaia di milioni di euro all’anno.
L’attività venatoria è oltretutto sostenuta da finanziamenti pubblici, in base alla legge 157/92 che regolamenta la caccia.
La caccia, inoltre, inquina: ogni anno 25.000 tonnellate di piombo delle cartucce vengono disperse in Italia nei boschi, nei prati, nelle montagne.
I ripopolamenti indiscriminati di animali, spesso non autoctoni, provocano inoltre danni enormi all’agricoltura e all’ecosistema: basti pensare all’immissione di cinghiali provenienti dai Paesi dell’Est Europa, più grandi e prolifici di quelli italiani ormai sterminati.
Gli Animalisti Italiani si battono per l’abolizione della caccia, attività inutile ed immorale, basata sul principio di potersi divertire uccidendo esseri viventi.
|
|
|

| Consiglio Direttivo |
Presidente
GABRIELE TESTONI
Vice Presidente
LIA LAMBERTINI
Consiglieri
ANNA MARIA BARGA
RITA CORVINI
VALERIO MARZOLA
MAURO PANDOLFI
|
INDIRIZZO
Via Dante Alighieri 3 40015, San Vincenzo di Galliera (BO)
SITO INTERNET
www.animalisti.it
e-mail:
grag_1@hotmail.com
|